Post

SAN BONAVENTURA

Immagine
Bonaventura da Bagnoregio visse a cavallo della metà del XIII secolo, in un’epoca in cui la fede cristiana, penetrata profondamente nella cultura e nella società dell’Europa, ispirò imperiture opere nel campo della letteratura, delle arti visive, della filosofia e della teologia. Tenendo presente velocemente le condizioni ambientali di quel torno di tempo, di rinnovamento e di crisi, colpisce la sicurezza con cui Bonaventura affronta le varie situazioni con grande carattere e sicura certezza, manifestando uno spirito perfettamente guidato da un fine ben determinato, ossia l’amore di Dio e le vie che a Dio conducono, specialmente con la scienza della teologia. Per realizzare tale fine, Bonaventura non esita ad accogliere sia dai pensatori precedenti sia dai contemporanei tutto ciò che gli permette di realizzare il suo disegno, permettendogli di formarsi un pensiero proprio e autonomo, il cui tono e carattere non è prescindibile dalla preoccupazione di guida intellettuale dell’Ordi...

SAN MICHELE ARCANGELO

Immagine
Il 29 settembre la Liturgia della Chiesa ricorda la festività di San Michele Arcangelo. In un’epoca in cui le forze del male hanno enorme libertà di azione, fuorviando e rapendo anime, la figura di San Michele assume un valore di prim’ordine. Il suo nome deriva dall’espressione «Mi-ka-El», che significa «chi è come Dio?» e poiché nessuno è come l’Onnipotente, l’Arcangelo combatte tutti coloro che si innalzano con superbia, sfidando l’Altissimo.  Nella Sacra Scrittura è citato cinque volte:  nel libro di Daniele, di Giuda, nell’Apocalisse e in tutti i brani biblici è considerato «capo supremo dell’esercito celeste», ovvero degli angeli in guerra contro il male. Nella Tradizione Michele è l’antitesi di Lucifero, capo degli angeli che decisero di fare a meno di Dio e perciò precipitarono negli Inferi. Michele, generale degli angeli, è colui che difende la Fede, la Verità e la Chiesa. Dante (1265-1321) illustra mirabilmente la bellezza e la potenza di questo Principe celest...

SERVA DI DIO CATERINA PODESTÀ

Immagine
Madre Caterina Podestà nella sua lunga vita, fu plasmata dalla Grazia di Dio, che la condusse per sentieri imperscrutabili e che lei percorse fiduciosa e abbandonata alla Sua volontà. Fu fanciulla e giovinetta di forte temperamento, sostegno della famiglia, orfana prematura, giovane sposa e madre, subito vedova; una delle prime suore Gianelline, cofondatrice, superiora per 52 anni, grande propagatrice della nuova Congregazione delle “Figlie di Maria SS. dell’Orto, che alla sua morte nel 1884, conterà 80 Case in Europa e in America. Caterina Podestà nacque a Paggi, piccola frazione di Chiavari (Genova) il 9 ottobre 1809, secondogenita dei quattro figli di Antonio Podestà e di Bianca Ginocchio; dopo qualche anno la famiglia si trasferì a Chiavari. Aveva dodici anni quando divenne orfana di padre; con la mamma si assunse la responsabilità della gestione del negozio di tessuti, di proprietà della famiglia. Con la sua intraprendenza, il suo forte temperamento, la volontà ferma, l’...

SUOR ENRICHETTA ALFIERI

Immagine
Al San Vittore ci finisce per caso. E non per espiare. Suor Enrichetta Alfieri nasce a Borgo Vercelli il 23 febbraio 1891, in una famiglia semplice, che la cresce a fede e lavoro: dopo le elementari subito a darsi da fare, in casa e nei campi, imparando anche il ricamo negli scampoli di tempo. Deve aspettare i 20 anni per entrare in convento, perchè i genitori glielo chiedono: così la sua vocazione si irrobustisce e diventa ancor più solida. Tra le figlie della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, a Vercelli, sembra subito trovare il suo posto; qui si accorgono delle sue spiccate attitudini educative e la fanno studiare. Nel 1917 inizia a lavorare come maestra in un asilo a Vercelli, ma pochi mesi dopo si deve fermare per motivi di salute. I medici cincischiano un bel po’ prima di diagnosticare la sua malattia, che solo nel 1920 ha un nome preciso: spondilite degenerativa, ossia la “malattia di Pott”, una tubercolosi vertebrale, che la immobilizza in un letto tra dolori atroci ...

BEATO JOHN HENRY CARD. NEWMAN

Immagine
«Ex umbris et imaginibus in Veritatem» («Dalle ombre e dagli spettri alla Verità»), così recita l’epitaffio sulla tomba del cardinale John Henry Newman (1801-1890), il pastore anglicano che abbracciò il Cattolicesimo dopo lunghi anni di elaborazione intellettuale, filosofica, teologica e che il 19 settembre è stato beatificato a Birmingham da Benedetto XVI, durante il suo viaggio in Gran Bretagna (16-19 settembre 2010). Tutta la sua vita è la prova più evidente e concreta che la ragione può unirsi alla Fede per approdare a Santa Romana Chiesa, l’unica vera custode degli insegnamenti di Gesù Cristo, Figlio di Dio, Via, Verità e Vita. Ancora cardinale, Joseph Ratzinger, il 28 aprile 1990, in occasione del centenario della morte di Newman, dichiarò: «… fu la sua coscienza che lo condusse dagli antichi legami e dalle antiche certezze dentro il mondo per lui difficile e inconsueto del Cattolicesimo. Tuttavia, proprio questa via della coscienza è tutt'altro che una via della sogget...

MARIA ELISABETTA MAZZA

Immagine
Maria Elisabetta Mazza, nata sul finire del Diciannovesimo secolo, è stata il prototipo della donna cristiana moderna, raccogliendo in sé sia la ricca eredità spirituale prodotta dal movimento cristiano nei secoli precedenti, che le istanze provenienti dagli ambienti più progrediti del mondo cattolico del primo Novecento, favorevoli ad una presenza cristiana attiva in ogni ambito della società. Ricca di tale patrimonio, agì e combatté per difendere e diffondere il primato della Chiesa in ogni luogo, anche se il campo privilegiato della sua azione fu l'ambiente scolastico. Nata a Martinengo, paese rurale della pianura bergamasca, i cui luoghi sono stati così ben descritti da Ermanno Olmi, in una famiglia numerosa ma benestante, a otto anni rimase orfana della mamma Agostina e poco tempo dopo venne affidata dal padre Carlo alla zia paterna Lucia, residente a Mornico, un paese confinante con Martinengo. Fin da giovane aspirava all’insegnamento, ma la sua carriera scolastica f...

SAN RAFFAELLA MARIA PORRAS Y AYLLON

Immagine
La Spagna è una Nazione che da secoli dà alla Chiesa un’abbondante fioritura di Santi e Beati, frutto di una intensa spiritualità cristiana, che la pone come numero di figure sante, forse al secondo se non al primo posto in Europa culla del cristianesimo. E fra i suoi degni figli si annovera santa Raffaella Maria del Sacro Cuore, al secolo Rafaela Porras y Aillón, che nacque il 1° marzo 1850 a Pedro Abad (Cordova), decima dei tredici figli di Idelfonso Porras e Rafaela Aillón, appartenenti alla agiata borghesia. A quattro anni perse il padre, pur avendo la possibilità di frequentare la migliore società di Cordova, Cadice e Madrid, non si lasciò attirare dalla vita mondana e a 15 anni si consacrò a Dio facendo il voto di castità. A diciannove anni perse anche la madre e vincendo l’ostilità dei fratelli, si dedicò con l’unica sorella della numerosa famiglia Dolores, alla pratica della carità, assistendo gli ammalati e aiutando i poveri. Avendo avvertita in loro la chiama...