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BEATA GIACINTA MARTO

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Uno dei divertimenti preferiti da Francesco, Giacinta e Lucia era quello di gridare ad alta voce, dall’alto dei monti, seduti sulla roccia. Il nome che più echeggiava era quello della Madonna. A volte Giacinta, «quella a cui la Vergine Santissima ha comunicato maggior abbondanza di grazie e maggior conoscenza di Dio e della virtù», come scriverà Suor Lucia, recitava tutta l’Ave Maria, pronunciando la parola seguente soltanto quando l’eco riproduceva per intero quella precedente. Tale innocentissima preghiera di bambina, quasi surreale, dove il soprannaturale si sovrapponeva al naturale, doveva essere di sublime bellezza. Ebbene, la Madonna scelse proprio lei, suo fratello e la cugina per rivelare a Fatima, nel 1917, i rimedi che l’umanità e la Chiesa avrebbero dovuto prendere per combattere errori e guerre: la recita del Santo Rosario, la lotta contro il peccato, la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria per arrestare l’ideologia comunista. Il 12 settembre...

SERVO DI DIO GIUSEPPE OTTONE

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Nella Parrocchia Santuario dello Spirito Santo di Torre Annunziata, popolosa città ai piedi del Vesuvio, posta in una insenatura del Golfo di Napoli, è custodita in una cappella laterale, la tomba di Giuseppe Ottone, adolescente di 13 anni, da tutti chiamato Peppino, come si usa chiamare in Campania e altrove, chi porta il nome di Giuseppe. Nacque il 18 marzo 1928 a Castelpagano (Benevento) da genitori ignoti; la giovane levatrice del paese (ostetrica), provvide a registrarlo all’Ufficio competente il 23 dello stesso mese, con il nome di Giuseppe Italico, dopo che il giorno precedente, era stato battezzato nella Chiesa del SS. Salvatore di Castelpagano. Il Comune provvide a farlo accogliere nel Brefotrofio Provinciale di Benevento, con i pochi oggetti trovatogli addosso, una fascia di tela, un pannolino ed una cuffia. In seguito si saprà che Giuseppe era il frutto di una relazione casuale extraconiugale, di una donna di Castelpagano, il cui marito era emigrato in Argentina...

SERVO DIO ANTONINHO DA ROCHA

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Il 19 ottobre 1918, in rua Bandeirantes 24 (oggi 128) a San Paolo del Brasile, nacque l’ultimo figlio di Pamfilo Marmo, poliziotto, e dona Maria Isabel da Rocha Marmo; era stato preceduto da Maria da Penha, Nair, Ciro e Wanda. L’epoca in cui venne alla luce era insanguinata dagli scontri della prima guerra mondiale, mentre in Brasile imperversava un’epidemia di crup o febbre spagnola. Il 13 giugno 1920, nella memoria di sant’Antonio di Padova, il bambino venne condotto al fonte battesimale della chiesa di Santo Antonio do Pari: venne scelto per lui proprio il nome di Antonio, ma per tutti fu Antoninho (come il nostro “Tonino”). A neanche sei mesi, quando veniva portato a passeggio dalla balia per le vie di San Paolo, Antoninho era molto felice e, se per caso passava di fronte a qualche chiesa, agitava le braccine per chiedere, a modo suo, di entrare. Se veniva condotto dentro, subito cambiava espressione nell’avvicinarsi all’altare dove erano conservate le Ostie consacrate...

SERVO DI DIO GUIDO DE FONTGALLAND

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Era un conte, - un piccolo conte - con una grande vo­glia di vivere e di farsi strada nel mondo... Ma   Gesù, il giorno della sua 1a Comunione, gli disse: "Io farò di Te, il mio angelo". "Un segreto, un segreto"   . Nell'estate 1924, la famiglia Fontgalland andò in pellegrinaggio a Lourdes, dove rimasero molti giorni e Guido incominciò a far "pazzie d'amore". Ogni mat­tina, la Messa e la Comunione presso la grotta dove la Madonna era apparsa nel 1858 a Bernardette, in gi­nocchio.   Percorse più volte, pregando, la "via crucis".   Ogni momento, era buono per scappare dall'hotel alla grotta per pregare da solo.   La Madonna si fece sentire a lui, come è solita fa­re con i piccoli;   "Mio caro piccolo Guido, verrò pre­sto a prenderti. Sarà di sabato.   Ti accoglierò dalle braccia della tua mamma e ti porterò in Cielo".   Guido non percepiva nulla di quanto gli accadeva intorno.   A mezzogiorno, non era anc...

SERVA DI DIO MARIA VIEIRA DA SILVA

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Maria Vieira da Silva nacque l’11 novembre 1926 nell’antica città di Vila de São Sebastião, situata nell’isola di Terceira, compresa nell’arcipelago delle Azzorre, territorio portoghese. Originaria di una famiglia dagli scarsi mezzi, era di carattere riservato, silenzioso e tranquillo. La sua formazione religiosa si svolse nella parrocchia di San Sebastiano, guidata dal parroco padre Joaquim Esteves Lourenço. Aderì alla Crociata Eucaristica dei fanciulli, che era stata impiantata in Portogallo a partire dal 1921. Quanto all’istruzione, arrivò a fatica all’esame della quarta classe, perché venne considerata mal preparata; tuttavia, fu l’unica della sua classe a distinguersi positivamente. Il 4 giugno 1940, Maria e una sua sorella, di circa quattro anni, stavano andando a portare la cena al padre, che lavorava lontano da casa. Nei pressi della montagna detta Pico dos Cornos, le due vennero assalite da José Quinteiro, un uomo sulla cinquantina. Maria ordinò alla sorellina di fug...

SAN PIETRO YU TAE-CH’OL

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Pietro nacque nel 1826 ad Ipjeong, nei pressi di Seoul, odierna capitale della Corea del Sud. All’età di soli tredici anni, forse neppure compiuti visto che ignoriamo il giorno esatto della nascita, fu imprigionato a Seoul dai nemici della fede cristiana. Durante il periodo trascorso in carcere non mancò mai di esortare i compagni di prigionia a sopportare i numerosi supplizi cui erano sottoposti. Patite anch’egli numerose sofferenze, portò a compimento il martirio per strangolamento. Era il 21 ottobre 1839. Pietro Yu Tae-ch’ol fu beatificato il 5 luglio 1925 sotto il pontificato di Pio XI ed infine canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 6 maggio 1984 con altri 102 martiri, indigeni e missionari europei, che avevano irrorato con il loro sangue la terra coreana. Il gruppo, noto con il nome “Santi Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e compagni”, è festeggiato comunemente dal calendario liturgico latino al 20 settembre. Il piccolo martire Pietro Yu Tae-ch’ol è inoltre commemorat...

SERVA DI DIO ANGELA IACOBELLIS

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Nacque a Roma il 16 ottobre 1948 dove visse i primi anni della sua vita, poi si trasferì con la famiglia a Napoli. Il suo bel viso era lo specchio della sua purezza e della sensibile umanità che l'animava. Amò la VERGINE SS. e GESU’ EUCARISTIA in un modo incomparabilmente vivo e sentito. Il Rosario ed il Vangelo l' accompagnarono in tutto il breve pellegrinaggio terrestre. Esuberante di vita irradiava ottimismo e coraggio su tutti quelli che ebbero la fortuna di conoscerla. Cosciente del grande mistero del Sacramento, ancor prima di ricevere la Prima Comunione , abbracciava e baciava i suoi familiari che tornavano dalla chiesa, dove avevano ricevuto la S. Comunione , perché diceva, per lei era come abbracciare Gesù. Angela non è stata una fanciulla prodigio, ma una fanciulla normalissima nei suoi affetti familiari, nella scuola, con le compagne, nei giochi, nei divertimenti della sua età. Aveva grande amore della verità e della sincerità: ai poveri spesso regalava l...